Riflessioni e poesie


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Concorso Poetico " Pellizza da Volpedo ", Circolo Culturale " 12 Novembre 1920 " Repubblica di Vitla 2° Classificato
Tema: Romanticismo
 
Terra Natia
 
ecco, ecco le cime che tanto ho sognato
sono là, allungando un braccio quasi riesco a toccarle
sento un brivido, un brivido sulla pelle,
finalmente… patria mia sono tornato.

PaoloTheKing


Concorso poetico delle Micronazioni Italofone, Circolo Culturale " 12 Novembre 1920 " 1° Classificato
Tema: La Patria

per la PATRIA

è la nostra casa
è la nostra vita,
non la ripudieremo,
ma la difenderemo
il nostro sangue daremo
il possibile faremo,
col cuore in mano
un principio sano,
insieme urliamo
evviva la nostra patria!

PaoloTheKing


RIFLESSIONI DI  UN  UOMO …..  UN SOLDATO

 

Tra
un bagliore e l’altro riesco ogni tanto a scorgere una stella, il tempo
scorre molto lentamente, l’inesorabile passare dei secondi sembra
essere scandito dai rintocchi delle bombe che qui non cessano mai  di cadere.  Non
posso far altro che aspettare la mia fine, o magari l’inizio di una
nuova vita, una vita felice, senza quelle strazianti urla di dolore,
senza quel terribile fischio dell’artiglieria nemica.       Non
avevo mai lontanamente immaginato cosa fosse realmente la guerra, altro
che onore e coraggio, che onore c’è nel vedere i corpi dei tuoi
compagni straziati dalle bombe?  Siamo fermi da mesi, si avanza e si retrocede continuamente, il comando non fa altro che cercare di infonderci  coraggio,
ma non è quello che ci manca. Combattere per la patria, per la libertà
e per i nostri figli, ma cosa resterà di noi? Una fossa profonda due  metri?
Dicono che non saremo dimenticati, che il nostro sacrificio non sarà
vano ma invece non vedo che poveri uomini valorosi che vanno
all’attacco quando li viene ordinato, sparano quando vedono un nemico,
muoiono spesso senza aver avuto la possibilità di assaporare le dolci
meraviglie della vita. Io oggi combatterò, nonostante odii dover
uccidere, mi alzerò e caricherò contro le trincee nemiche, forse
morirò, ma una cosa vi chiedo, non dimenticateci!

 

 

LA MORTE SERENA

guardo attraverso l’orizzonte
scrutando il cielo e la terra
in cerca di una vita senza guerra,
una visione abbagliante
una luce immensa
il cuore mi attraversa,
dentro me  la serenità,
ho trovato finalmente la felicità.
Ma non in questo mondo fatto di notte
Ma nel pacifico mondo della morte.

PaoloTheKing


RIFLESSIONI DI  UN  UOMO … UN SOLDATO

Le artiglierie nemiche decimano i nostri compagni giù a valle, dobbiamo ritenerci fortunati se io e il mio battaglione  siamo riusciti ad occupare le trincee fortificate sul monte, attendiamo impazientemente i rifornimenti  di
viveri e munizioni. la compagnia degli alpini che avrebbe dovuto portar
su le mitragliatrici è stata costretta a ritirarsi a causa di una
controffensiva  del nemico.  Non possiamo
difendere le postazioni con l’equipaggiamento che ci resta, se
dovessero attaccarci saremo costretti alla ritirata. Per la prima volta
sono riuscito a vedere il cielo stellato, non una nuvola, non una
cannonata, c’è stato un momento di assoluto silenzio, che purtroppo è
durato poco.  I bersaglieri a valle sono stati travolti
da un’ondata di colpi di cannone, il capitano ha ordinato loro di
caricare la trincea nemica, tutti morti, più di tremila uomini,
massacrati  come bestie al macello. Non faccio che pregare
Dio di farmi tornare a casa, mi manca il campo di ulivi del nonno, la
piazza dove giocavamo tanto, mi mancano le tante serate in
spensieratezza passate con voi. Mi manca tanto lei, mi manca sentire la
sua voce, sentire il suo fiato sul collo, il suo profumo, mi manca
quella visione.  È per lei che non faccio altro che
sopravvivere in questa sporca guerra. Verrà il giorno che tutto questo
sarà finito, che i fucili smetteranno di sparare, verrà il giorno della
festa, e io non faccio che sperare di essere a casa quel giorno. Vi
prometto che farò ritorno, farò ritorno da voi con la testa alta, da
uomo, da soldato.


Non faccio che pensare a te,
non faccio che immaginare il tuo sorriso
i tuoi capelli, i tuoi occhi, il tuo bellissimo viso,
non faccio che sopravvivere per te.
aspetto con ansia il giorno in cui ti rivedrò
forse non mi riconoscerai,
forse a me non penserai,
ma da te giuro che ritornerò.

PaoloTheKing


RIFLESSIONI DI  UN  UOMO … UN SOLDATO

 

Dove
sei? Come stai? È da tanto che non scrivi, il pensiero che tu sia… il
pensiero che tu sia morto mi affligge il cuore, mi manchi, mi manchi
più dell’aria, più dell’acqua, dono di nostro signore, non faccio che
pregarlo affinché tu ritorni da me, il paese piange giorno dopo giorno
i suoi ragazzi, e tu, e tu promettimi che non sentirò il tuo nome dalle
liste dei caduti. Anzi lascia tutto, abbandona il fucile e la divisa,
vieni da me, ci nasconderemo, scapperemo via in America, non sopporto
quest’ansia che  mi strazia l’anima, non sopporto la tua lontananza , ti prego amore mio, torna da me!

 

Oh
mia unica ragione di vita, mio unico dolce felice pensiero, non posso,
non posso e non voglio abbandonare tutto, non posso lasciare i miei
compagni qui a morire, non potrei vivere accanto a te, non sarei degno
di te se adesso, come un vile abbandonassi qui il mio fucile, la mia
divisa. Non so dirti se questa guerra, se la guerra, sia giusta o
sbagliata, non so spiegarti cosa possa scatenare tutto quest’odio, ma
sono stato chiamato, io e tanti altri giovani, siamo stati chiamati a
difendere l’onore dell’Italia, a portare la nostra bandiera nelle terre
dominate dagli stranieri. Io rispondo alla chiamata orgoglioso di
appartenere ad una nazione così bella e vigorosa che ha dato natali ai
più grandi uomini, letterati, scienziati, poeti e patrioti, ma
soprattutto ad una persona che più di tutti amo, una persona che mi
rende felice, che mi fa apprezzare la vita, quella persona sei tu!
Continuerò a combattere per te, per chi verrà dopo di me, in nome
dell’Italia, in nome dei nostri figli, perché possano crescere in un
paese libero e grande, saranno fieri di me, saranno fieri del mio
sacrificio, e tu li tirerai su belli forti ed intelligenti, l’unica
cosa che potrà dispiacermi sarà doverli abbandonare senza padre.
Cercherò di non farmi ammazzare, gli attacchi nemici continuano ad
intensificarsi, ma noi non demordiamo, continuiamo a gridare, ad urlare
viva l’Italia e viva la libertà. Vinceremo me lo sento. Solo allora
potrò tornare da te. Non disperare, tornerò!



 

Da queste cime continuo ad urlare
non mollo, tengo duro
stringo i denti, continuo ad osare
per quest’ideale puro.
per la libertà
per la pace
per la felicità,
uno spirito ci conduce
verso la vittoria,
uno spirito forte ed audace,
impeto e ardire per la patria
in nome della libertà e della pace.

PaoloTheKing


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