16 APRILE 1973: Il Rogo di Primavalle!!

16 APRILE 1973: Il Rogo di Primavalle!!

Quella scena non ce la toglieremo mai più dagli occhi: un fotogramma agghiacciante che simboleggia, nella sua drammaticità, l’abisso morale tra le parti in conflitto. Da un lato la barbarie vigliacca di chi appicca il fuoco, nella notte, alla casa del "nemico". Dall’altra il disperato eroismo e l’amore fraterno del camerata Virgilio Mattei, 22 anni, dirigente dei Volontari nazionali e figlio del segretario della sezione "Giarabub" del MSI di via Svampa a Roma. In quella fotografia terribile (pubblicata su tutti i giornali) si vede il volto straziato dal fuoco di Virgilio, una mano che si protende fuori dalla finestra ad afferrare i fili del bucato nel tentativo di tirarsi fuori dall’inferno. Aggrappato a lui il fratellino Stefano di appena 10 anni…
L’intera famiglia Mattei, conosciutissima per la sua fede politica nel popolare quartiere di Primavalle, aveva già subìto più volte minacce e aggressioni nel clima sempre più rovente dei primi anni Settanta. L’attentato alla loro abitazione inaugura un metodo assassino che diventerà presto una "moda" in tutta Italia. E’ la notte del 16 aprile 1973 quando un gruppo di comunisti sale al terzo piano delle case popolari di via Campeggi 15, dove abitano i Mattei; si ferma sul pianerottolo e versa lentamente una tanica di 15 litri di benzina spingendo il liquido sotto la porta d’ingresso. Un fiammifero ed è l’inferno. Le fiamme avvolgono la porta in legno, ma si attaccano anche a quella della stanza in cui dormono Virgilio e Stefano. L’intera cameretta prende fuoco in pochi minuti. Virgilio balza in piedi, vede la porta in fiamme e corre verso la finestra. Lui che è grande potrebbe forse mettersi in salvo saltando, ma si volta verso il fratellino che lotta contro la coperta in fiamme. Torna indietro, lo prende con sé, si attarda troppo cercando di spegnergli le fiamme che invece si attaccano anche al suo pigiama. Afferra il fratellino e torna alla finestra. Fuori c’è gente che urla, ma non ci sono ancora i pompieri. Virgilio, il corpo avvolto dal fuoco, cerca di spingere il fratello fuori dalla finestra per lanciarlo tra le braccia della gente sotto, ma non riesce a sollevarlo. La gente urla "buttati, buttati", ma lui ci riprova ancora a salvare Stefano. Ultimo, generoso, disperato tentativo. Le fiamme che divorano il suo corpo gli tolgono ogni energia e Virgilio rimane lì, aggrappato ai fili, il bel volto sfigurato.
Quella scena si incide negli occhi, nella memoria e nella coscienza di tutti i militanti di destra e rimane una ferita profonda, inferta non solo alla nostra parte politica, ma alla Civiltà in assoluto. Gli autori dell’eccidio (tre quelli identificati: Marino Clavo, Achille Lollo e Manlio Grillo, tutti appartenenti a Potere Operaio) vengono arrestati dopo un anno di indagini. Per loro la sinistra si mobiliterà con tutte le sue forze: cortei, manifestazioni, aggressioni (che porteranno alla morte di un altro missino), articoli sui giornali, raccolte di firme, petizioni parlamentari. Nonostante l’azione omicida fosse stata anche "rivendicata" da Potere Operaio, la stampa (e non certo solo quella di sinistra) tenterà di alzare una cortina di dubbi, ambiguità e reticenze per difendere gli assassini. Su tutti valga il vergognoso esempio dell’articolo di Fabio Isman su "Il Messaggero", che cerca di accreditare la voce di una "faida interna all’ambiente missino romano".
I tre assassini verranno riconosciuti colpevoli in tutti e tre i gradi di giudizio, ma poiché, grazie a magistrati pavidi e a potenti appoggi politici, sono riusciti a fuggire dall’Italia, oggi vivono "tranquilli": uno in Nicaragua e due in Africa.
 
FRATELLI MATTEI:
PRESENTI!!!
 
 
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Una risposta a 16 APRILE 1973: Il Rogo di Primavalle!!

  1. Cuore ha detto:

    Stefano e Virglio PRESENTI!!!

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