Junio Valerio Borghese


In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o
di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si
perde, di come si vive, di come si muore. Una guerra si può perdere, ma
con dignità e lealtà. La resa ed il tradimento bollano per secoli un
popolo davanti al mondo. "

" All’otto settembre, al comunicato
di Badoglio, piansi. Piansi e non ho mai più pianto. E adesso, oggi,
domani, potranno esserci i comunisti, potranno mandarmi in Siberia,
potranno fucilare metà degli Italiani, non piangerò più. Perché quello
che c’era da soffrire per ciò che l’Italia avrebbe vissuto come suo
avvenire, io l’ho sofferto allora. Quel giorno io ho visto il dramma
che cominciava per questa nostra disgraziata nazione che non aveva più
amici, non aveva più alleati, non aveva più l’onore ed era additata al
disprezzo di tutto il mondo per essere incapace di battersi anche nella
situazione avversa. "

Junio Valerio Borghese

Nato a Roma nel
1906.
Di famiglia nobile, frequenta il liceo a Londra e l’Accademia navale a
Livorno. Nel 1928 è guardiamarina specializzato in armi subacquee. Della X Mas, la
neocostituita flottiglia di mezzi d’assalto della Marina, è prima responsabile del
settore armi subacquee, poi, dal 1° maggio 1943, comandante generale (dopo essere stato
insignito della medaglia d’oro nel 1941 per l’affondamento di due corazzate inglesi nel
porto di Alessandria d’Egitto). L’8 settembre 1943 offre ai suoi ufficiali la possibilità
del congedo illimitato, ma sceglie di restare al suo posto. Nei 600 giorni di Salò opera,
con la X Mas, alle dipendenze delle SS naziste, occupandosi anche della repressione
antipartigiana. Nominato sottosegretario della Marina della RSI, manifesta un’indipendenza
che irrita i vertici del partito, subendo, nel 1944, l’arresto per due settimane. Il 25
aprile 1945 si barrica nel comando della X Mas di Milano e si arrende solo l’indomani a
Raffaele Cadorna, che gli tributa l’onore delle armi e lo fa condurre a Roma travestito da
ufficiale americano. È processato e condannato nel 1949 a 12 anni, poi ridotti a 3, e
immediatamente rilasciato. Nel dopoguerra è attivo nelle file del MSI, di cui è nominato
presidente onorario nel 1951; appoggia Almirante, ma poi rompe con il partito e si
avvicina alla destra extraparlamentare. Dopo aver fondato nel settembre 1968 il Fronte
nazionale, nel 1971 viene accusato di un tentativo di colpo di stato, avviato e poi
sospeso nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970. Muore a Cadice
(Spagna) nel 1974.

 

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Una risposta a Junio Valerio Borghese

  1. Cuore ha detto:

    Onore al Principe Nero!!!

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